venerdì 14 novembre 2014

Dalla Terra Promessa al regno

Nella terra di Canaan
Dopo varie vicissitudini il popolo d'Israele giunse a Kades. In quel luogo il popolo si lamentò presso Mosè e Aronne per la mancanza d'acqua. I due profeti si recarono presso la Dimora e chiesero consiglio al Signore, ricevendo da lui l'ordine, di colpire con il proprio bastone una roccia, come avevano già fatto presso Refidim. Mosè e Aronne fecero come era stato loro ordinato ma dalla pietra non uscì inizialmente acqua. Intimoriti da questo insuccesso ripeterono l'azione e riuscirono nell'intento. Avendo dubitato di Dio furono entrambi puniti: non avrebbero mai posto piede nella terra promessa.

Essendo giunto il momento di entrare nella Terra Promessa, Mosè nominò Giosuè quale suo successore e prima di lasciare per sempre il suo popolo. Dopo aver benedetto le tribù d'Israele Mosè salì, dalle steppe di Moab, sul monte Nebo e da lassù poté guardare la Terra Promessa, senza potervi entrare a causa della sua mancanza di fede alle acque di Meriba.


Giosuè, figlio di Nun, della Tibù di Efraim, succedette a Mosè come capo degli Israeliti. Guidò le dodici tribù ebraiche nelle prime conquiste in terra di Palestina (o terra di Canaan o terra Santa) dopo l'uscita dall'Egitto.
Giosuè nato in Egitto al tempo della schiavitù degli Ebrei, partecipa all'uscita dall'Egitto degli Ebrei; si distingue come comandante militare quando le tribù ebraiche sono attaccate dagli Amaleciti a Refidim.
Assiste Mosè e lo accompagna un tratto nella salita al Monte Sinai dove Mosè riceve le tavole dei dieci comandamenti.
Le gesta di questo condottiero sono narrate nella Bibbia nel libro di Giosuè.
Il primo ostacolo all'ingresso della tera promessa è il fiume Giordano. Giosuè fa avanzare l'Arca dell'alleanza portata dai sacerdoti davanti al popolo. Il fiume arresta miracolosamente il suo scorrere e permette l'attraversamento dei conquistatori israeliti, in un modo simile all'episodio del mar Rosso. Giosuè erige un monumento di dodici pietre sulla riva ovest a Galgala.
Dopo essere entrati nella terra promessa il popolo d'Israele si davanti la città di Gerico con le sue mura e accade che, sotto il comando di Giosuè, questo baluardo cade miracolosamente dopo che i sacerdoti hanno girato sette volte per sette giorni attorno alla città suonando lo Shofar . Le mura della città cadono miracolosamente e la città viene conquistata e rasa al suolo.


Lo shofar è un piccolo corno dimontone utilizzato come trumento musicale. Viene ancora utilizzato oggi durante alcune funzioni ebraiche.



In seguito Giosuè conquista Ai e Gabaon.
Le conquiste continuano per molti anni.
Dopo la conquista della quasi totalità del paese di Canaan, Giosuè amministra l'insediamento delle dodici tribù e la divisione del territorio.
Dopo la morte di Giosuè inizia per il popolo ebraico il periodo dei Giudici.


L'epoca dei giudici
Nella Bibbia il “Libro dei Giudicii Giudici presentati come governanti e capi militari, civili e spirituali ispirati da Dio in determinate occasioni per liberare una o più tribù Israelitiche dalla minaccia delle popolazioni vicine oppure per guidare gli Israeliti in guerra. Tuttavia i giudici in questione non erano sempre dei leader religiosamente devoti o degli statisti eccezionali, ma più che altro eroi locali. La loro governanza sull'antico stato d'Israele è durata all'incirca dal 1150 a.C. fino al 1025 a.C., cioè fino all'elezione del primo Re d'Israele, Saul.
Accanto a queste figure di stampo militare, il libro racconta anche dei giudici responsabili dell’ordinaria amministrazione e della vita legislativa all’interno delle varie tribù, i cosiddetti giudici minori.
Quindi , dopo la conquista di Canaan da parte di Giosuè, le tribù d'Israele avevano formato una debole confederazione che erano guidata da questi giudici.
A partire dal Libro dei Giudici può essere costruita la seguente lista di giudici: Otiniel, Eud, Samgar, Debora Barac,Gedeone, Abimelech di Sichem Tola, Iair, Ibsan. Elon, Abdon, Sansone.
http://www.bing.com/videos/search?q=sansone&FORM=HDRSC3#view=detail&mid=4D3F57F497E940DB95F04D3F57F497E940DB95F0

Il regno
Con Regno di Israele i può intendere: il regno formatosi, secondo quanto dice l'Antico Testamento attorno al 1030 a.C. Che ebbe come sovrani Saul, Davide e Salomone.
Saul è, primo re del Regno di Israele (1079-1007 a.C.). Era figlio di Chis e apparteneva alla tribù di Beniamino.
Secondo la narrazione del Libro di Samuele, Saul si era recato da Samuele a Ramah per consultarlo, e il sacerdote lo unse segretamente come Re, per ispirazione di “ YHWH”.
L'unzione nella tradizione biblica consisteva nel versare sulla testa di un eletto dell'olio consacrato. Essa era riservata ai re ed ai sacerdoti e tra questi, in particolare, al sommo sacerdote.
Poco dopo, Samuele radunò l'assemblea del popolo di Israele a Mizpa, dove Saul fu estratto a sorte come Re. In séguito Saul condusse una campagna militare vittoriosa contro gli Ammoniti, confermandosi così nel favore popolare e nella carica. Nella successiva guerra contro i Filistei, Saul, con la propria condotta aggressiva, disgustò l'anziano Samuele, che si allontanò da lui. La guerra fu vinta per l'audace imboscata di Gionata, figlio prediletto del Re, contro il campo filisteo.
Nella successiva guerra contro gli amaliciti, Saul si rifiutò di obbedire al comando di Samuele di distruggere completamente la popolazione. Secondo la narrazione del libro di Samuele, questa disobbedienza spinse Samuele stesso a rimuovere l'unzione di re da Saul, a smettere di esserne consigliere e a ungere segretamente, come nuovo i re, Davede. Tuttavia Saul continuò a regnare e la successione non avvenne che diversi anni dopo.
Davide giunse a corte come arpista per alleviare le sofferenze del re, che, dopo la perdita dell'unzione regale, si sentiva perseguitato da uno spirito malvagio.
Nella successiva guerra contro i Filistei, lo spirito di Samuele predisse a Saul la sconfitta degli israeliti, ma egli mosse ugualmente Gelboe, dove venne duramente sconfitto e perse la vita assieme a tre dei suoi figli, incluso Gionata. La narrazione biblica ne descrive il suicidio nelle ultime fasi dello scontro.


Davide era uno dei figli di Iesse, ed è prorio tra questi figli che Dio mandò il profeta Samuele a Betlemme a cercare un nuovo re di Israele. Quest’ultimo fece passare sette dei suoi figli davanti a Samuele ma nessuno di loro era il prescelto. Allora Samuele gli chiese se ne aveva altri e Iesse rispose che il più giovane, Davide, fulvo di capelli e di bell'aspetto, era al pascolo con le pecore.
Quando gli fu portato davanti, Dio disse a Samuele: «Alzati, ungilo, perché è lui».



Come già detto precedentemente Saul, dopo essere stato ripudiato da Dio, era oppresso da uno spirito cattivo. Uno dei suoi servi gli suggerì di far venire un citarista, Davide, che con il suono della sua arpa avrebbe lenito le sue sofferenze. Saul si affezionò a Davide, facendolo diventare suo scudiero.
L'episodio biblico più famoso riguardante Davide è quello dello scontro con Golia, il gigante filisteo che terrorizzava gli ebrei, sfidandoli a duello.
Golia era uno spaventoso gigante e guerriero filisteo armato con una corazza. Per quaranta giorni, Golia sfidò l’esercito di Israele, nell'attesa che quest’ultimo scegliesse chi tra loro doveva affrontarlo: il vincitore avrebbe permesso al suo popolo di sottomettere quello del perdente.
A Davide fu chiesto dal padre di recarsi dai fratelli che si trovavano nell'accampamento, per portare del cibo e informarsi delle loro condizioni. Mentre si trovava nell'accampamento, Davide ascoltò l'ennesima sfida di Golia e si offrì, davanti a Saul, di affrontarlo. Saul lo vestì con la sua stessa armatura ma Davide, fatti pochi passi, se la tolse non riuscendo a muoversi, e si diresse verso il campo di battaglia con la sua frombola e con cinque pietre lisce che aveva raccolto da un torrente. Golia, vedendo che si trattava di un ragazzo, lo derise. Ma Davide, presa una delle pietre che aveva con sé, la scagliò con la frombola, colpendo il gigante in piena fronte e facendolo crollare a terra morto. Davide si precipitò verso di lui e lo decapitò, utilizzando la spada dello stesso Golia. I filistei si diedero alla fuga ma vennero inseguiti e decimati dagli israeliti.


La vittoria rese Davide famoso presso gli ebrei e gli valse l'amicizia di Gionata, figlio del re Saul. Successivamente Davide avrebbe sposato la figlia del re, Mikal.
Saul, sempre più irritato per la crescente fama di Davide, decise di dargli in sposa la figlia Mikal a patto che uccidesse cento Filistei: così facendo pensava che egli sarebbe andato incontro a morte sicura. Ma Davide superò la prova e prese in sposa Mikal.
Dopo un’altra grande vittoria di Davide contro i filistei, Saul decise di ucciderlo. Così Davide fu costretto alla fuga.
Nel frattempo Davide ebbe altre due mogli:Abigail e Ainoam.
Qualche tempo dopo, Mikal lo criticò perché lui aveva ballato parzialmente nudo durante una processione religiosa, mentre portava l'Arca dell'alleanza a Gerusalemme appena conquistata.
Davide si rifugiò poi nel deserto di En-Ghedi. Saul, ancora una volta, andò alla sua ricerca e si addentrò in una caverna dove Davide era nascosto. Quest’ultimo, senza farsi scorgere, tagliò un lembo del mantello di Saul. Quando il re uscì fuori, Davide lo chiamò e gli fece vedere il lembo del mantello, facendogli capire che, se avesse voluto, lo avrebbe potuto uccidere. Saul gli fu riconoscente e gli chiese di non sterminare la sua stirpe una volta che fosse diventato re di Israele.


Intanto la fine di Saul era vicina. Nella battaglia di Gelboe, gli israeliti furono decimati: a soccombere furono anche Gionata, Abinadab e Malkishuah, figli di Saul. Quest’ultimo, piuttosto che perdere la vita per mano dei filistei, preferì morire gettandosi sulla sua stessa spada e rimanendone trafitto.
Con la fine della dinastia di Saul, tutti gli anziani di Israele si recarono a Ebron e Davide, all'età di 37 anni, fu unto re d'Israele e di Giudea.
Successivamente Davide sconfisse i Gebusei, e conquistò Gerusalemme, e la nominò capitale del suo regno.
Davide portò l'Arca dell'Alleanza a Gerusalemme con l'intento di costruire un tempio. Ma Dio, per bocca del profeta Natan, gli proibì di farlo, dicendo che il tempio sarebbe stato costruito da generazioni future. Fece però un patto con Davide, promettendogli che egli avrebbe stabilito la casa di Davide in eterno: "… e il tuo trono sarà reso stabile per sempre."
Per tutto il suo regno, l'Arca rimase nella tenda innalzata da Davide: da lì sarebbe stata spostata solo dopo la costruzione del tempio di Salomone.
Una sera, mentre passeggiava sulla terrazza reggia, Davide vide una donna bellissima che faceva il bagno: si trattava di Betsabea moglie del suo ufficiale Uria l'Ittitta. La invitò a venire da lui e i due commisero adulterio a seguito del quale venne concepito un bambino.
Intanto l'esercito di Davide, guidato da Joab e tra le cui file figurava anche Uria l'Ittita, era impegnato nell'assedio della città ammonita di Rabbah. Davide richiamò Uria l'Ittita a Gerusalemme, chiedendogli informazioni sull'andamento della guerra e poi gli ordinò di andare a casa: l'intento era quello di far sì che Uria trascorresse la notte con la moglie così da poter mascherare la paternità del bambino che sarebbe nato. Ma Uria disubbidì e dormì fuori la porta del re perché non riteneva giusto godere degli agi di casa mentre gli altri soldati erano impegnati al fronte. Davide allora lo fece mangiare e ubriacare, sempre con la stessa speranza: ma neanche la notte successiva Uria andò a casa sua. L'indomani, Davide scrisse una lettera nella quale chiedeva a Joab che Uria venisse messo in prima linea e lasciato da solo perché andasse incontro a morte sicura: diede quindi la lettera allo stesso Uria perché la recapitasse a Joab.
Uria cadde sotto i colpi degli ammoniti e Betsabea divenne moglie di Davide.


Il profeta Natan lo rimproverò, dicendogli che Dio l'avrebbe punito con la sua stessa colpa, prendendogli tutte le mogli per darle ad altri in pieno giorno. Davide si pentì e allora Natan gli disse che questo non sarebbe più successo ma che il bambino che era stato concepito sarebbe morto.
Il bambino nacque ma si ammalò subito. Per sette giorni Davide digiunò, sperando, invano, nella sua salvezza: il settimo giorno il bambino morì. Allora Davide si cambiò e mangiò: a chi gli chiedeva come mai lo faceva proprio ora che il bambino era morto egli disse che non aveva più senso digiunare tanto il piccolo non sarebbe più ritornato. Andò poi a consolare Betsabea e quindi passò la notte con lei: sarebbe così stato concepito Salomone, futuro re d'Israele.
Assalonne era il terzo figlio di Davide.
Qualche tempo dopo, Assalonne chiese al padre il permesso di andare ad Ebron, ma una volta arrivato lì si proclamò re. Davide allora decise di fuggire da Gerusalemme con il suo popolo rifugiandosi oltre il fiume Giordano.
Assalonne entrò in Gerusalemme e organizzo un forte esercito per combattere il padre Davide.
Nella foresta di Efraim si scatenò una feroce battaglia nella quale l'esercito di Assalonne venne sterminato. Quest'ultimo, cavalcando un mulo, rimase sospeso in aria, con la testa impigliata tra i rami di una quercia: Joab, uno dei tre capi nominati da Davide per la battaglia, conficcò tre freccie nel petto di Assalonne, che venne poi finito da dieci scudieri.


Quando Davide venne a sapere della morte di Assalonne provò grande dolore: «Figlio mio! Assalonne figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!».
Davide venne riconfermato re e tornò a Gerusalemme.
Davide morì e fu sepolto nella città di Davide, dopo aver regnato per quarant'anni su Israele, succeduto da Salomone.
Salomone è stato il terzo re d'Israele e durante la sua reggenza venne costrui il Tempio.
Il punto di snodo del regno di Salomone fu la richiesta a Dio di dargli il discernimento, necessario secondo lui per governare un popolo. Dopo questo fatto la sua potenza e ricchezza divennero leggendarie.
Alla metà del X secolo a.C., iniziò la costruzione del Tempio che terminò in circa sette anni. Questo dato è importante per capire la grandezza di Salomone.

http://www.bing.com/videos/search?q=+il+tempio+di+Salomone&qs=n&form=QBVR&pq=il+tempio+di+salomone&sc=3-18&sp=-1&sk=#view=detail&mid=D72839638A5664CA5C81D72839638A5664CA5C81
Come ogni altro re di quel periodo, Salomone prese a circondarsi di mogli, sia per motivi politici (poteva così stringere alleanze con i popoli vicini), sia per dimostrare il proprio potere. Ma per questa via attuò anche una decadenza spirituale all'interno di Israele, dato che ogni nuova moglie adorava diverse divinità, e anche Salomone prese ad adorarli.
Il fatto portò alla decisione divina di dividere il regno in due parti, ma solo dopo la morte di Salomone
Un'altro episodio celebre fu quello di due donne che si presentarono da Salomone: ciascuna aveva partorito un figlio a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro ed entrambe dormivano nella stessa casa. Una notte accadde che uno dei due bambini morì e sua madre, secondo l'accusa, aveva scambiato il figlio morto con quello vivo dell'altra donna mentre questa dormiva. Salomone, dopo aver ascoltato le due donne sostenere più volte le loro tesi, fece portare una spada e ordinò che il bambino vivente fosse tagliato a metà per darne una parte a ciascuna di esse.
Allora la vera madre lo supplicò di consegnare il bimbo all'altra donna, pur di salvarlo. Salomone capì così che quella era la vera madre e le restituì il bambino. Fu così reso noto a tutti che Salomone era veramente un re buono, santo e di fede.





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