martedì 25 novembre 2014

Un nuovo regno e nuovi dominatori

La riforma religiosa
Nel 538 a.C., Ciro il Grande di Persia conquistò Babilonia ed il suo impero. Ciro emise quindi un proclama che garantiva la libertà religiosa alle nazioni soggiogate (tra cui i Giudei). Secondo la Bibbia ebraica 50'000 Giudei, guidati da Zerubabele, tornarono a Giuda e ricostruirono il Tempio. Un secondo gruppo di 5'000, guidati da Esdra e Neemia, tornò a Giuda nel 456 a.C..
Esdra e Neemia sono i due principali personaggi della ricostruzione della comunità giudaica dopo l’esilio babilonese.



Esdra era un sacerdote e, al contempo, scriba, cioé era una persona esperta nella legge mosaica ere. Tuttavia il titolo di scriba, a lui attribuito, equivale anche a quello di segretario, consigliere, carica che, con molta probabilità, Esdra ebbe presso il re di Persia Artaserse I. Questo sovrano, nel 458 a.C., diede il permesso ad Esdra di ritornare nel paese di Giuda e di recarsi a Gerusalemme con un gruppo di esuli, per restaurare nella sua integrità l’osservanza della legge e, di conseguenza, l’alleanza con Dio.



Neemia era il coppiere o governatore del re Artaserse I, possedeva forte personalità, grande coraggio, dedizione verso la preghiera. A Neemia si deve la direzione e la restaurazione edilizia e sociale della nazione.


I libri di Esdra e Neemia, assieme ai due libri delle Cronache, raccontano l’opera di Esdra e Neemia per la restaurazione materiale, morale e religiosa di Gerusalemme e della nuova comunità d’Israele ritornata dall’esilio. Sotto la loro guida si assiste anche alla ricostruzione del Tempio.


Dai macedoni ai romani
Nel 333 a.C. l'Imperatore macedone, Alessandro Magno, sconfisse i Persiani e conquistò la Persia.. Dopo la morte di Alessandro, i suoi generali continuarono a combattere sul il territorio che aveva conquistato. Nel II secolo a.C., Antioco IV tentò di sradicare l'Ebraismo a favore della religione Ellenistica. Questo provocò nel 174–135 a.C. La rivolta Maccabea guidata da Giuda Maccabeo. I Libri dei Maccabei descrivono la rivolta e la fine della dominazione greca.

Subito dopo, la sali al trono d'Israele la dinastia degli Asmonei.
Nel 63 a. C. le legioni romane, sotto la guida di Pompeo, entrarono in Gerusalemme: per il perdurare delle guerre civili e per motivi politici Roma preferì però non governare direttamente.
Nel 48 a.C. Pompeo è ucciso in Egitto.
Nella lotta per il potere Cesare rimase il vincitore.
Rinnovò i diritti già attribuiti alla comunità cultuale di Gerusalemme, accanto all’ufficio del sommo sacerdote pone il procuratore della regione, che tutela gli interessi dell’impero romano.
La libertà di culto è assicurata anche a tutte le comunità giudaiche dell’impero.
Il giudaismo viene a trovarsi sotto la protezione di Roma nel 47 a. C. per decisone di Giulio Cesare fu nominato il primo procuratore: Antipatro.
Questi era un Idumeneo (un popolo della regione) il quale però si era convertito all'ebraismo: tuttavia è chiaro che si trattava di una conversione di opportunità politica e comunque era considerato uno straniero che governava in nome di stranieri: pertanto egli e tutta la sua dinastia ebbero sempre la opposizione implacabile dalla parte più intransigente dei Giudei che avrebbero desiderato un membro della famiglia nazionale degli Asmonei che invece naturalmente non erano graditi a Roma.
Ai suoi figli affidò l’amministrazione della Giudea (Fasael) e della Galilea (Erode).


L'attesa del Messia
La parola Messia è un termine di derivazione ebraica (mashiach) che significa "unto" e corrisponde al greco "Cristos".
Nell'Antico Testamento l'unzione veniva conferita a persone che dovevano rivestire ruoli particolari come il re, il profeta, il sacerdote. Con l'esilio babilonese (587-538 a.C.) venne ad instaurarsi la speranza in Israele di un Messia Re che Dio avrebbe mandato a risollevare le sorti di Israele ogniqualvolta vi fosse una situazione di pericolo e definitivamente negli ultimi tempi, Messia che il cristianesimo identifica con Cristo, della stirpe di Davide, secondo le antiche promesse.
Gesù, di fatto, si qualifica Messia, ma non già secondo le aspettative della sua contemporaneità, nella quale particolari tendenze nazionalistiche mettevano in risalto la necessità di un Messia politico in grado di liberare Israele dal dominio dell'impero Romano, piuttosto le attese messianiche si compiono in lui attraverso la Passione e la morte di croce che sono tappe necessarie alla resurrezione per la salvezza dell'uomo.




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