mercoledì 19 novembre 2014

Divisione e dispersione

La divisione del regno

Dopo la morte di Salomone, attorno al 933 a.C.: le tribù del nord contestarono l'autorità di Roboamo, successore di Salomone, e si organizzarono nel Regno d'Israele, con capitale Samaria, retto da Geroboamo, mentre quelle del sud costituirono il Regno di Giuda, con capitale Gerusalemme, governato dalla dinastia davidica.

  

La storia dei due regni, secondo il racconto biblico, fu costellata da episodi di corruzione, di dispotismo e di idolatria.
Proprio per questo motivo, in questo periodo, cominciarono a parlare, come voce del Dio vivente che non si lascia manovrare dai potenti, i profeti.
Nella Bibbia la funzione del "profeta", più che di predire, è di ammonire il popolo di Israele che si è allontanato dal suo Dio. Il profeta, quindi, è l'uomo di Dio: animato dal suo Spirito, ha una parola da rivolgere al re e al popolo d'Israele da parte di JHWH. Egli esprime il giudizio di Dio sul loro agire. Se Israele e il re sono stati infedeli agli impegni dell'alleanza, la parola del profeta rivela il loro peccato e preannunzia il castigo e la correzzione; se invece il popolo ha già scontato la pena, gli annunzia la prossima liberazione.
La Bibbia ebraica contiene nella sua seconda sezione 36 libri riferiti ai profeti, detti Nevìim. Tradizionalmente si distinguono fra di essi i quattro "profeti maggiori" (Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele) e i dodici "profeti minori" (Osea, Gioele, Amos, Abdia,Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia).
http://www.bing.com/videos/search?q=geremia+il+profeta&FORM=HDRSC3#view=detail&mid=E4A6E4C766F8236DBD68E4A6E4C766F8236DBD68


Le dominazioni straniere

I due Regni così divisi e indeboliti non resistettero a lungo all'espansione delle grandi potenze straniere che si contendevano il dominio del Vicino Oriente. Dovettero così subire un susseguirsi di dominazioni straniere che li privarono della piena libertà.
La prima potenza che minacciò i due regni fu l'Assiria. Gli Assiri conquistarono Il regno del nord (Israele) e inviarono la maggior parte della popolazione in esilio, causando così la dispersione di dieci tribù d'Israele.
Sempre secondo la Bibbia, solo nella tribù di Giuda (regno del sud) era sopravvissuto il culto di YHWH, dopo la distruzione del Regno del Nord ad opera degli Assiri.
Più di cent'anni dopo, anche il Regno del Sud fu invaso dai Babilonesi che deportarono a loro volta la popolazione in Babilonia.
La deportazione dell'élite dei Giudei è avvenuta in tre momenti.
La prima si verificò al tempo di Ioiakìm (597 a.C.) a seguito della sconfitta del Regno di Giuda a causa dei Babilonesi; il Tempio di Gerusalemme fu parzialmente distrutto ed alcuni cittadini, scelti tra i più importanti, furono esiliati.
Undici anni più tardi (587 a.C.) dopo una rivolta contro l'impero al tempo del regno di Sedecia, la città di Gerusalemme fu completamente rasa al suolo e vi fu una nuova deportazione. Termina così il Regno Di Giuda.
Infine, cinque anni più tardi, sempre secondo il libro di Geremia, un terzo esilio completò i precedenti. Va però tenuto presente che a Babilonia fu deportata l'élite religiosa, politica ed economica, e non la popolazione rurale, che rimase, sia al Nord che al Sud.



Il periodo dell'esilio

Il periodo dell'Esilio fu di importanza fondamentale per la religione ebraica. Privati del culto del Tempio, ormai distrutto, i sacerdoti giudei e gli intellettuali deportati assieme ad essi elaborarono una versione della loro religione (meno legata al rituale del culto e maggiormente legata ai valori interiori e spirituali) molto innovativa, tale da permetterle di sopravvivere alla catastrofe ed anzi da uscirne rafforzata.
Lontano dalla propria terra a Israele non è più possibile sacrificare nel Tempio, perciò imparò una nuova forma per relazionarsi con Dio e cioè: l'ascolto della Parola di Dio e la preghiera che si svolgevano incontrandosi nella Singoga
La Sinagoga è l'istituzione più importante della vita religiosa e civile degli ebrei. In ebraico si chiama BETH HAKENESSET, la casa di riunione ed è il luogo in cui gli ebrei si riuniscono per studiare, pregare e stare insieme.
La struttura architettonica dell'edificio è singolare.
L'esterno riflette, molto spesso, la situazione della religione ebraica nei confronti delle altre religioni (vi è la tendenza, infatti, a mimetizzare l'edificio con le altre case circostanti); l'interno, a pianta rettangolare, è caratteristico per la sua assenza completa di raffigurazioni umane e per la presenza del matroneo, il posto di preghiera per le donne.
Le costanti della sinagoga sono: l'Arca Santa (armadio dove sono i rotoli della Torah), il podio per la lettura della Torah e per la recita della preghiera. La lampada, accesa perennemente, ricorda la lampada del Tempio e la presenza dei rotoli della Legge."





Il ritorno e la diaspora

Dopo la presa di Babilonia da parte dei Persiani, Ciro il Grande diede ai Giudei il permesso di ritornare nel loro paese di origine (539 a.C.) e di ricostruirvi il Tempio di Gerusalemme (515); si dice che più di quarantamila approfittarono del permesso. Ma i libri biblici testimoniano anche che molti restarono a Babilonia: essi costituiranno il primo nucleo della Diaspora.
I Persiani avevano una concezione politica differente rispetto a quella dei Babilonesi e degli Assiri nell'amministrazione dei territori vinti: essi facevano governare la popolazione locale da persone del luogo.
Diaspora è un termine di origine greca (letteralmente spargimento dei semi) che descrive la migrazione di un intero popolo costretto ad abbandonare la propria terra per disperdersi in diverse parti del mondo.
Spesso viene riferito alla storia ebraica e alla dispersione cui furono costretti gli ebrei la prima volta nel 587 quando il regno di giuda fu conquistato dai Babilonesi, e poi a partire dal 135 d.C. a causa della persecuzione cominciata sotto l'imperatore Adriano (dopo che Tito nel 70 d.C. aveva distrutto il tempio di Gerusalemme).


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